Flortecnica 403

Flortecnica 403

19 febbraio 2019

 

Flortecnica 403 apre con la mia intervista a Michael Kester direttore globale di Syngenta Flowers.

Un’intervista molto interessante così come la risposta alla mia domanda: Come si fa a riprendere la fiducia dei clienti in un momento storico nel quale i coltivatori sono disorientati e l’economia della floricoltura europea in cambiamento?

«Il cliente, il coltivatore è il nostro miglior amico – (sorride Michal) – Arrivo da una famiglia di produttori di pomodori e per fare il mio lavoro servono la stessa virilità e decisione dei coltivatori. La fiducia dei clienti si ottiene con una offerta di prodotto di qualità e con azioni decise. Essere decisi ha significato apportare molte modifiche all’interno dell’assetto Syngenta negli ultimi anni, si è passati da una struttura pluri ramificata in numerose (e spesso non chiare) ripartizioni del mercato, ad una struttura più semplice con una visione comune.

Sul numero 403 di Flortecnica ho scritto molto soprattutto di IPM 2019 (Clicca QUI per leggere il mio articolo sulle piante premiate) sprattutto ho scritto di mercati e di miei impressioni dopo una settimana di Germania. IPM Essen 2019 è stato interessato da nuove componenti, nuovi animi. Una compotente green legata alla riduzione degli inquinanti in floricoltura e una anima più ambientale incentrata sulla necessità di considerare il ruolo nelle piante anche nelle nostre città.

Una consapevolezza ecologica difficile da trasmettere con parole e con i fatti ai consumatori finali. Difficile soprattutto per i mercati dei paesi dove le insicurezze (non parlo solo di politica ma soprattutto di insicurezze sociali e di approvvigionamento) spingono sempre più consumatori verso atteggiamenti di protezione e di sfiducia. Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Inghilterra (i danni della Brexit si vedono e si sentono sulle facce e nei fegati dei tanti inglesi presenti in fiera).

Quello che ho imparato durante questo IPM Essen è che la forza per affrontare i periodi incerti, e temo ce ne saranno sempre di più in futuro, deve venire dal didentro delle nostre aziende. Lavorare sul personale, sull’auto produzione, sulla personalizzazione dei prodotti. Tutte azioni che devono mirare alla conservazione del nostro patrimonio aziendale, economico e di capacità, e che ci devono aiutare a cercare fuori dalla nostra zona di confort le soluzioni. Il miglior modo per cercare delle soluzioni è quello di parlare, condividere, andare in fiera insieme. Mi ha fatto molto piacere vedere gruppi di vivaisti pistoiesi girare per i padiglioni della fiera. Mi ha colpito la vivacità dei figli di floricoltori liguri lanciati verso le tecnologie. Amici pugliesi che si affacciano su mercati nuovi e inesplorati. “Gardenisti italici” che si muovono in gruppo dandosi grosse pacche consolatorie sulle spalle. Piccoli produttori veneti che riescono a vendere piante da frutto ai garden center, marmellate ai privati nei mercatini di paese e che offrono corsi di giardinaggio a villeggianti sulle colline euganee.

Le soluzioni? Si incontrano

Se si tengono gli occhi aperti, se si desidera incontrare la gente e si desidera condividere il lavoro che si fa, si riesce sempre a venirne ad una. Io ho incontrato un produttore di piccoli frutti bulgaro, 23enne che, oltre a parlare quattro lingue, produce piccoli frutti che poi vende in Germania, acquista le giovani piante in Italia e ibrida nuove varietà con un collega francese, 26enne, perché vogliono trovare non il mirtillo perfetto che dura delle settimane in frigorifero, ma il mirtillo perfetto che contenga tante vitamine in modo che loro due possano contribuire a curare le malattie della vecchiaia. Cercare soluzioni da soli è difficile, farlo in compagnia è meglio perché le idee migliori, le soluzioni ai problemi che sembrano enormi vengono sempre da fuori.