Mio Orticolario 2015

Mio Orticolario 2015

6 ottobre 2015

Fermandomi più volte, nel corso delle giornate di Orticolario 2015 complicate dalla pioggia, mi sono trovato a pensare, alla porta del padiglione centrale che non è una sfortuna questa pioggia. Se non avesse piovuto, se non ci fossero stati così tanti momenti fermi e freddi, se non ci fosse stata quell’ansia del buttare via un sacco di risorse, non avrei visto certe cose che mi hanno fatto voler più bene ad Orticolario.

La faccia di alcuni amici, i miei 6 matti preferiti che freddi bagnati e scorati stavano sotto ai loro ripari guardandosi intorno.
Questi amici sono dei bei personaggi, più o meno giovani, più o meno chiacchieroni ma tutti, tutti e 6 curiosi. Curiosi di conoscere, anche sotto la pioggia, gente nuova, persone nuove. Conoscere piante nuove e scambiarsi idee e suggerimenti. La bellezza di quelle facce mentre si parlava, la bellezza di quelle facce belle anche sotto la pioggia e belle uguale mentre usciva il sole.

Sempre per colpa o per grazia della pioggia ho potuto vedere, rubandolo quasi, tutto il lavoro fatto per fare bello Orticolario.

Orticolario non è un club, anche io lo pensavo.

Orticolario non è una festa snob. Non lo è perché non si mangerebbe pane e prosciutto sotto la pioggia per farsi compagnia.

Non si starebbe ad ascoltare un ragazzino appena diplomato parlare di piante e fiori mentre il fango ti entra nelle scarpe.

La carità di stare insieme, la fratellanza di stare insieme col fango fino alle ginocchia, e’ una cosa che fa la differenza.

Ma ora basta parlare come un prete sennò il mio amico Paolo mi chiama Don Matteo ancora a lungo.

Giustina mi ha chiesto che novità ci sono e io non sono riuscito a rispondergli. Volevo dirgli che la cosa che mi ha colpito ma mi sembrava troppo poco e scontato. Ora invece direi a Gianfranco:

Le cose che mi hanno colpito sono state: Giovanni e Maria, Federico, Annarita, Andrea, Gabbo, Maurizio,

Poi con il tempo anche altri matti si sono uniti alla mia squadra: Leo che ha tutta la mia stima per il lavoro che fa e per il suo immaginario. Poi chi usa la Physostegia virginiana è mio amico d’ufficio!

Anche Pierre e sua moglie Pia mi hanno molto colpito. Tranquillità e grande pace nel vendere dalla pianta più strana della mia collezione cioè la Clitoria ternata e la Tweedia cerulea altrimenti detta Oxypetalum o Amblyopetalum caeruleum, una pianta con così tanti nomi non può che essere una pianta speciale!

Gli amici della pioggia poi sono stati veramente SPECIALI tra questi il presidente mi ha colpito molto: imperscrutabilmente impegnato a godersi il suo Orticolario! Questa tranquillità la deve forse ai suoi amici, la genialità del fotografo Dario Fusaro che riesce a mettere in immagini milioni di parole. La grande organizzazione di poche ma buone persone, tre spalle sagge che sostengono le colonne della responsabilità e una scattante Anna che imbandisce la tavola con gusto.

Questa è l’aria che si respira ad Orticolario e anche sotto la pioggia, tra Le terrecotte di Vasco Venturi , il canta-pioggia mi ha catturato: è uno strumento semplice, serve per bagnare l’orto. Stupendo nella sua semplicità come il pane sciocco e il prosciutto erto che Vasco preparava con le sue mani pazienti da artigiano. Che invidia!

Scoprire poi Orticolario per i Bambini è stata una grande sorpresa, è un Orticolario a sé, privato, fatto apposta non solo per intrattenere i bambini ma per stare con loro, per parlare con loro di piante e di terra, di radici e di semi. Una grande pace anche se il padiglione era pieno di bambini. Pace, così come la voce terapeutica e pacata di Francesco Mati che raccontava le storie!

Pace come le ortensie che mi sono piaciute, in tutte le salse! Soprattutto le bellissime quercifolia, ma quante ce ne sono! Devo ancora lavorarci sopra, ci sono così tante cose da imparare con Eva Boasso su queste piante!

C’è così tanto da fare per la prossima edizione di Orticolario! Così tante idee! Ne vorrei altri 3 di Orticolario, uno per stagione, cosa ne pensi presidente?