AGAVE

AGAVE

7 gennaio 2019

Agave da vivaio! Scoprire le Agave: come piante ornamentali, come piante da fibra tessile oppure per la produzione di tequila. Le agavi danno sempre la risposta giusta

Il genere Agave raggruppa circa 200 specie della famiglia Asparagaceae (precedentemente Agavaceae), originaria delle regioni aride e semiaride delle Americhe, in particolare del Messico e dei Caraibi. Il genere contiene una serie di specie economicamente importanti, in particolare quelle necessarie per la produzione di liquori, tra cui l’agave blu (Agave tequilana) utilizzata per la tequila. Il Sisal (A. sisalana) così come l’A. henequen (A. fourcroydes) e cantala (A. cantala) sono importanti fonti di fibre e sono interessanti come potenziali colture bioenergetiche. La pianta del secolo, o maguey (A. americana) è la fonte principale del “nettare di agave”, un potente sciroppo dolcificante. Un grande numero di specie poi viene coltivato a livello ornamentale.

Due ragioni di interesse

L’interesse delle ornamentali è soprattutto per chi produce piante succulente e mediterranee sia da vaso che per i giardini mediterranei. Interesse, quello verso le agavi, che ancor più delle Aloe coinvolge un numero crescente di vivaisti e floricoltori. Un interesse ben riposto secondo me per due ragioni: commercialmente i prodotti mediterranei, così come le succulente in generale, soprattutto nei mercati nord europei, suscitano sempre più interesse e sono protagonisti di un grande movimento di piante dai paesi mediterranei a quelli nord europei. La seconda ragione, per la quale può valere la pena inserire delle agavi tra le piante da noi coltivate, è l’aspetto ambientale. Le agavi hanno delle caratteristiche ottimali: si coltivano con poca acqua, non hanno bisogno di riscaldamento (almeno le varietà resistenti al freddo), hanno poche esigenze dal punto di vista della concimazione e della prevenzione delle malattie. Inoltre se la riduzione dell’uso della plastica in agricoltura è uno degli obiettivi da ottenere in futuro, le Agave si possono coltivare in vasi di coccio. Dal punto di vista del trasporto e dell’imballaggio la cosa si fa più complicata, si rende necessario scegliere delle varietà che abbiano le foglie morbide e che possano essere facilmente “acciuffate”, al fine di poterle meglio trasportare.

Impariamo a conoscerle

Le agavi sono caratterizzate da una rosetta di foglie succulente e coriacee che vanno da pochi centimetri a più di 2,5 metri di lunghezza a seconda della specie. La maggior parte porta spine lungo i bordi e la punta della foglia. Le foglie variano di colore, dal verde pallido al blu-grigio, e possono essere variegate o rigate. Le piante si presentano singole fino a quando prima della fioritura non iniziano a presentare delle cacciate basali; alcune specie producono bulbilli (strutture bulbiformi che formano nuove piante) sull’infiorescenza. Le piante sono generalmente monocarpiche, il che significa che sono piante che fioriscono, producono semi e poi muoiono. I fiori gialli o verde chiaro, in alcuni casi rossi, sono portati in alte infiorescenze ramificate o non ramificate che possono raggiungere più di 9 metri di altezza in alcune specie. Ogni fiore è formato da sei petali e un’ovaia inferiore (cioè le altre parti del fiore sono attaccate sopra l’ovaia) e produce abbondanti quantità di nettare. I fiori sono impollinati da pipistrelli, insetti o uccelli, a seconda della specie. I fiori producono frutti a capsula. Come adattamento ai loro habitat aridi, utilizzati per il percorso fotosintetico noto come CAM (CAM: Crassulacean Acid Metabolism, ossia metabolismo acido delle crassulacee), in cui il biossido di carbonio viene fissato durante la notte per limitare la quantità di acqua dagli stomi fogliari durante il giorno. Nel recente libro di Stefano Mancuso “Plant Revolution” (Giunti Editore) si parla di questa capacità di alcune Crassulacee di compiere il processo di respirazione della pianta in due momenti diversi.

Scelta chiave: il contenitore

Il portamento e l’aspetto di questo interessante gruppo di succulente le rendono molto interessanti dal punto di vista commerciale dando di volta in volta un tocco tropicale o desertico al nostro assortimento. Un particolare aspetto della coltivazione delle Agavi deve essere riposto nella scelta del contenitore. È infatti consigliato caratterizzare il vaso nel quale offrire le Agavi. Se si sceglie di accompagnare il vaso con un coprivaso in ceramica o in plastica dura con una etichetta moderna ed accattivante, si avrà subito un prodotto di design destinato a mercati cittadini. Se invece si vuole restare in una produzione tradizionale consiglio di coltivare le piante in vasi di cotto coprendo la superficie del terriccio con delle pietre decorative, anche semplici pietre di tufo, pomice o lapillo. Di certo se ci si vuole avvicinare al mondo delle piante grasse e se si vuole affrontare il problema della riduzione della plastica e dell’acqua nel florovivaismo si può facilmente pensare a coltivare delle Agave in ogni regione d’Italia.

 

Sfoglia qui sotto l’articolo pubblicato su Flortecnica 402 oppure clicca QUI