Plectranthus

Plectranthus

6 marzo 2018

Quando cala l’inverno la mia testa inizia a fare la lana. I pensieri si inseguono fino a ingolfarsi e per settimane non riesco a mettere ordine tra le cose da fare. Basta poi controllare la casella di posta elettronica in una sera fredda e nebbiosa, per restituirmi vigore come un caffè forte, che fa digerire tutti i nodi della mente. Una email provocante – e provocata dalla mia curiosità per gli assortimenti – riceve risposta. Geel Floricoltura, ossia Diego Parolo e la sua famiglia, produce piante aromatiche e alimurgiche (cioè commestibili). Una scelta nata sulle Prealpi Venete, dove l’incontro con un anziano che raccoglieva erbe spontanee nel bosco fece scoccare la scintilla. «I racconti di quel montanaro – spiegano Diego e Gigliola – il suo viso sereno e la pacatezza che trasmetteva, erano la diretta conseguenza delle proprietà nutrienti e curative delle piante che andava cercando». L’azienda, nel corso degli anni, è poi cresciuta oltre i confini nazionali grazie a un’ampia visione e a un’estesa conoscenza del mercato.

 

PIANTE A TAVOLA
Ho chiesto a Diego come è nato il suo assortimento. «La passione ti prende e non ti lascia più: quando gli occhi e il cuore subiscono il fascino delle piante è inevitabile che la curiosità nutra costantemente il desiderio di conoscere tutto sulle diverse specie». Questa azienda agricola si ripromette di sensibilizzare il pubblico al possibile impiego “a tavola” delle piante: seguendo una modalità di assunzione più attenta alla natura e all’ambiente e ricordando quali siano state le prime abitudini alimentari dell’uomo. Si tratta perciò di una “Flori Cultura”. Un concetto affascinante, che mira ad avvicinare colui che ascolta non solo all’aspetto visivo di ciò che ha di fronte, ma soprattutto agli impieghi possibili e alle tradizioni millenarie dei nostri antenati. La selezione di Geel annovera piante erbacee e suffruticose presenti in natura allo stato spontaneo e la cui coltivazione può risultare possibile anche in cattività, senza il diretto contatto con il suolo. Terriccio, luce e apporto idrico costituiscono in ogni caso elemento imprescindibile per la coltivazione. «Nel percorrere questa strada, vogliamo essere un punto di riferimento e un costante stimolo per i nostri clienti, affascinandoli con le singole storie che stanno dietro ogni singola pianta, orgogliosi della certificazione biologica ottenuta nel 2015».
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