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Come viene già usata l’IA in agricoltura

Questo articolo l’ho tenuto nelle bozze del mio sito da settembre del 2025. L’ho iniziato e modificato talmente tante volte che è diventato molto lungo. La ragione per la quale sono state necessarie tutte queste modifiche è perché voglio sintetizzare in un articolo unico un argomento interessante e controverso. Partiamo da una considerazione generale: oggi l’Intelligenza Artificiale (sintetizzata all’italiana IA nel testo) è già operativa in molti ambiti agricoli, anche in Italia. Infatti viene utilizzata per monitorare clima, suolo e colture tramite sensori, viene usata per prevedere stress idrici o fitopatie così come per ottimizzare irrigazione e fertilizzazione. Da alcuni agronomi e agrotecnici viene usata per sostenere gli agricoltori nella compilazione dei dei registri di campo, per analisi economiche relative alle produttività, flussi di cassa e stime. 

Molti agricoltori e tecnici del nostro settore la usano senza nemmeno chiamarla “Intelligenza Artificiale”: è semplicemente un sistema che funziona e fa risparmiare tempo e risorse già integrato in moltissimi strumenti di uso comune. Quello che mi bloccava nel pubblicare questo articolo era la sensazione di scrivere delle ovvietà, delle considerazioni banali. Allora ho chiesto a GhatGPT di aiutarmi ad essere originale e il più possibile divulgativo. Ecco che Chatty, come lo chiamiamo a casa mia, mi ha proposto di modificare il contenuto dell’articolo, che reputava troppo teorico, un un elenco di esempi pratici.

Parto da me: come Matteo Ragni usa l’IA nel suo lavoro?

la mia intelligenza artificiale

Chatty mi fa scrivere meglio

Essendo io un libero professionista chiamato a lavorare in molti ambiti diversi passo molto tempo del mio lavoro al pc a fare report. Chatty mi aiuta a sintetizzare, a riassumere e rendere più fluide le mie considerazioni. Ovviamente traduce e migliora i miei testi in francese e inglese… non lo facci solo tradurre me cerco anche di renderlo più personale e accattivante in pieno stile “Voce delle piante”. Questo primo uso è semplice e banale, ma mi è cambiato tutto quando ho fatto il primo corso sull’IA con il buon vecchio Monty: clicca qui per accedere al suo corso base sfida-5-days-ev – Marco Montemagno.

Promt

Dopo aver imparato dal Monty le basi mi sono fatto fare da ChatGPT un corso dedicato alla scrittura dei Promt, cioè la domanda base, l’istruzione del lavoro.  Ad esempio: ogni 3 mesi preparo un report di tutte le varietà che ho in prova nei 5 campi prova in Italia. Prima diventavo matto con le versioni e gli aggiornamenti. Ora divento solo matto perché ho aggiunto così tanti dettagli che le informazioni e le variabili da inserire nei report sono così tante che non posso più fare a meno dell’intelligenza artificiale per organizzarmi!

Il florovivaismo: un terreno perfetto per l’AI

Farsi aiutare a scegliere

Un primo utilizzo molto concreto è nella selezione dell’assortimento. Prendiamo il catalogo di un fornitore, lo copiamo e lo carichiamo nello strumento di IA che utilizziamo, chiedendo ad esempio di raggruppare le piante per colore del fiore, oppure di individuare le varietà più adatte alla vendita primaverile.
In pochi secondi otteniamo una sintesi chiara di un elenco ampio, spesso composto da varietà che non conosciamo a fondo. Il punto chiave non è lo strumento, ma come facciamo la richiesta: un prompt ben scritto, dettagliato ed esaustivo fa tutta la differenza.

Esempio di ‘Prompt’ che puoi anche copiare e incollare per fare una prova:

Farsi aiutare a scegliere l’assortimento

Agisci come un consulente florovivaistico esperto in assortimenti commerciali.

Analizza il catalogo che ti fornisco (elenco di specie e cultivar copiato e incollato. oppure carica il file Excell o Pdf; fai attenzione che legga bene le colonne e la struttura del documento) e riorganizzalo secondo criteri utili alla scelta commerciale.

In particolare:

raggruppa le piante per colore del fiore

individua le varietà più adatte alla vendita primaverile

segnala eventuali piante versatili per più stagioni

Restituisci una sintesi chiara, pensata per un operatore del settore, evitando descrizioni inutilmente botaniche.

L’obiettivo è semplificare la scelta tra molte varietà poco conosciute.

Come vendere meglio

Un secondo esempio parte direttamente dalla nostra produzione. Come rendere la disponibilità più leggibile e più interessante dal punto di vista commerciale?
Partendo dall’elenco delle produzioni possiamo chiedere all’IA di individuare le colture più remunerative e quelle che fanno più fatica a uscire, indicare le settimane di picco e quelle in cui le vendite rallentano. A questo punto possiamo aggiungere un ulteriore livello di complessità: quali sono i cicli colturali più lunghi o più delicati?
Inserendo tutte queste informazioni nel prompt, l’IA è in grado di proporre scenari, simulazioni e alternative utili a prendere decisioni più consapevoli.

Cosa e come comunicare le nostre piante

Infine c’è il tema della comunicazione, spesso sottovalutato ma centrale. Le nostre produzioni hanno sempre una forte componente commerciale, ma non sono facili da raccontare in modo efficace. A volte ci si mette anche Google, che non sempre aiuta a valorizzare correttamente piante e aziende.
Qui l’IA può diventare uno strumento prezioso per costruire standard comunicativi coerenti, testi chiari, ripetibili e adattabili a diversi canali. Una volta impostato bene il prompt, questo lavoro può essere svolto in modo efficiente e continuo, senza perdere qualità.

esempi di IA nelle produzioni ornamentali

Vediamo ora insieme alcuni esempi di come l’Artificial Intelligence viene già usata nel nostro settore.

Perché l’IA sta entrando nei vivai e nell’agricoltura

Negli ultimi anni i Paesi Bassi si sono confermati la locomotiva dell’orticoltura e del florovivaismo europeo, con un valore della produzione che supera di gran lunga quello italiano e di altri Paesi UE. I Paesi Bassi da soli rappresentano quasi il 36 % del valore europeo del florovivaismo, contro il circa 13 % dell’Italia.

Questo primato non deriva soltanto dalla scala produttiva, ma anche dall’adozione di tecnologie avanzate, tra cui intelligenza artificiale, sensori, sistemi di visione computerizzata e automazione robotica.

In questo articolo vedremo come usare l’intelligenza artificiale in vivaio, in dettaglio come l’IA viene applicata nella gestione delle coltivazioni — con un taglio concreto per vivaisti che vogliono capire cosa funziona già oggi nei vivai più innovativi. In particolare le misurazioni e controllo delle piante sono parte del processo di integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle coltivazioni.

Computer vision e intelligenza artificiale

Un esempio concreto viene dal progetto AgroWizard, una startup olandese che utilizza computer vision e intelligenza artificiale per automatizzare misurazioni nei vivai di alberi e piante ornamentali.

Il sistema è in grado di misurare la circonferenza dei fusti e le dimensioni delle piante a velocità molto superiori al lavoro manuale, con precisione e ripetibilità elevate — caratteristiche fondamentali per la calibrazione delle taglie in vivaio.

Perché è importante per un vivaista

La tecnologia proposta da AgroWizard riduce drasticamente il tempo speso in misurazioni manuali, elimina la variabilità tra operatori e può essere integrata con i gestionali per definire automaticamente categorie dimensionali o avanzare ordini ai clienti con dati precisi!

COLTIVAZIONI

Come l’intelligenza artificiale può migliorare la gestione delle coltivazioni

Nell’orticoltura protetta e nei vivai di produzione, l’IA viene usata per ottimizzare la gestione di clima, irrigazione e nutrizione.

Un esempio significativo è il sistema Blue Radix Crop Controller, impiegato in alcune aziende olandesi come RedStar (un grande produttore di pomodoro con oltre 66 ha di serre). Qui il controllo dei cicli di crescita è affidato a un software che impara dai dati e propone regolazioni su clima e nutrizione per massimizzare resa e uniformità delle piante. 

Perché conta nei vivai ornamentali

Un controller intelligente può bilanciare temperatura, umidità e luce in funzione dello stadio fenologico delle piante ornamentali, migliorando uniformità della produzione e qualità finale — specialmente su coltivazioni a ciclo lungo o con gruppi tassonomici diversi.

misurazioni e monitoraggio

Visione artificiale e sensoristica nel florovivaismo

Molti sono gli esempi di utilizzo dell’AI nel florovivaismo in particolare per i progetti di raccolta e elaborazione di grandi quantitativi di dai per predizione di fenomeni ambientali e colturali. Nel Nord Europa esistono progetti come Triple Thrive Data, in cui aziende floricole aggregano dati provenienti da sensori, droni e immagini per creare modelli di fenomeni quali fioritura, carenze nutrizionali o fitopatie. Il sistema usa modelli matematici basati su AI per imparare dalle stagioni passate e prevedere eventi futuri, aiutando i vivaisti a prendere decisioni in anticipo.

Impatto pratico

In un vivaio ornamentale, prevedere con giorni di anticipo una possibile carenza nutrizionale o la data di fioritura permette di:

– ottimizzare fertilizzazioni;

– pianificare raccolta e consegna

– evitare stress alle piante nei periodi critici.

Tutte possibilità importanti se si considera l’impatto dei costi di manodopera sulle diverse operazioni aziendali e sulla gestione delle risorse.

irrigazione e nutrizione

Controllo intelligente delle condizioni di coltivazione

Anche se non sempre etichettati come “IA”, molti vivai olandesi stanno usando robot e automazioni intelligenti per alleggerire le attività fisiche e ripetitive. Negli esempi raccolti in sei vivai di produzioni vegetali, sistemi di gestione delle linee di produzione permettono di:

  • spostare piante automaticamente tra zone di produzione e confezionamento
  • irrigare gruppi di vasi in modo sincronizzato
  • gestire macchine di invasatura, trapianto e packaging, con riduzione significativa di manodopera fisica.

Trasferibilità ai vivai ornamentali

Automazioni che oggi vediamo nei vivai di produzioni orticole sono completamente applicabili anche alla produzione ornamentale di piante in vaso da fiore, piccoli frutti, produzioni di giovani piante, tutte coltivazioni che traggono beneficio in termini di:

– riduzione dei costi operativi
– precisione nel calcolo e nella statistica
– salute delle piante.

cosa me ne faccio dell'intelligenza artificiale?

Verso una vivaistica più efficiente e sostenibile

L’intelligenza artificiale e l’automazione non sono più tecnologie astratte o riservate alle “multinazionali agricole”. Nei Paesi Bassi — il mercato florovivaistico più grande d’Europa — diversi esempi reali dimostrano che l’IA è già applicabile alla gestione colturale come abbiamo visto sopra.

Conclusione: come portare l’IA in vivaio

Per iniziare a integrare l’IA nella gestione delle coltivazioni, puoi partire da dati che già hai — come pesi, misure, schede colturali — e trasformarli in indicatori predittivi. L’analisi dei bisogni è una fase fondamentale, se vuoi posso darti una mano a fare una analisi delle necessità. Scrivimi QUI. Se hai già una idea di quello che ti serve puoi farti aiutare nello sperimentare sistemi di visione e sensori leggeri sulle linee di produzione al fine di  adottare controller intelligenti per clima e irrigazione. 

Più difficile da sviluppare ma non impossibile è pensare come l’automazione dei processi non come sostituzione del lavoro manuale, ma come aumento della qualità e consistenza produttiva. L’importante è capire che l’intelligenza artificiale è uno strumento, non un sostituto della competenza vivaistica. Ma usata bene, può dare un vantaggio competitivo reale, soprattutto in un mercato europeo, dove i margini si giocano proprio sull’efficienza e qualità della produzione!

FAQ

1. – L’intelligenza artificiale può davvero aiutare i vivaisti?

Sì, se usata come strumento di supporto. L’AI aiuta nella pianificazione colturale, nel controllo climatico, nell’analisi dei dati e nella gestione dei cicli produttivi, senza sostituire l’esperienza del vivaista.

2. – Quali vivai usano già l’intelligenza artificiale?

Molti esempi arrivano dai Paesi Bassi, dove aziende floricole e vivaistiche utilizzano AI per monitoraggio delle piante, automazione delle serre e ottimizzazione della produzione.

3. – Serve essere un’azienda molto grande per usare l’AI?

No. Esistono soluzioni scalabili: dai semplici sistemi di analisi dati fino a piattaforme avanzate di gestione colturale, adatte anche a vivai di medie dimensioni.

4. – L’AI mi ruberà il lavoro da agrotecnico?

No. L’intelligenza artificiale supporta le decisioni, ma la competenza tecnica e l’esperienza restano centrali nella gestione delle coltivazioni.

Una precisazione coerente con il tema dell’articolo

Così come l’intelligenza artificiale supporta oggi la gestione delle coltivazioni nei vivai più avanzati, anche questo articolo è stato sviluppato con l’aiuto di ChatGPT, utilizzato come strumento di supporto per l’analisi e la strutturazione dei contenuti.

La competenza tecnica, la selezione degli esempi e la lettura critica dei dati restano umane.