CLEMATIS

CLEMATIS

8 ottobre 2019

CLEMATIS: cosa la rende una pianta speciale

I criteri per i quali una pianta vince dei premi sono spesso soggettivi, dipende da molti fattori e spesso dal periodo storico. La grande attenzione che gravita intorno alle Clematis negli ultimi due anni è giustificata forse dalla nostalgia che provano molti floricultori e giardinieri verso questo genere. Un genere conosciuto e apprezzato da molti ma coltivato da pochi. Certamente non è facile assecondare questi splendidi arbusti dal carattere legnoso ma dal comportamento vivace spesso e volentieri. La coltivazione delle Clematis è affidata ad esperti quindi che si basano su collezioni. Anche in Italia abbiamo alcuni esempi. Vivai specializzati in rampicanti che riescono, con le Clematis, ad avere degli ottimi alleati sia per le vendite primaverili che per quelle estive.

La scelta della taglia così come il la determinazione del costo di produzione non è di immediata interpretazione. Si deve prestare molta attenzione a non produrre piante troppo costose, soprattutto se si confrontano con le produzioni del nord Europa. Le produzioni italiane si Clematis si orientano verso l’esportazione, e quindi si producono vasi medio piccoli con un prezzo contenuto o verso il mercato nazionale con pezzature anche di maggiore dimensione. La coltivazione classica su una sola canna di bambù sta lasciando spazio a coltivazioni su spalliere e forme che permettono di proporre piante di maggiori dimensioni con prezzo di vendita all’ingrosso maggiore. La sfida delle Clematis è quella di conoscerle bene e di saperle associare. Si deve scegliere la varietà giusta in modo che sia vendibile nel periodo desiderato. La vendita tardo primaverile coinvolge mercati che già hanno produzioni di dimensioni ridotte come quelle olandesi e sempre più polacche. Molti sono i vivaisti che lavorano sul classico vaso quadrato alto che associano altre rampicanti annuali alle Clematis come Nasturtium, Thunbergia, Ipomoea. Io credo che si debba lavorare su piante dallo stesso carattere e quindi piante legnose o semi legnose come glicini, con la Wisteria Long Woodpurple dalla fioritura estiva tipica delle W. Frutescens. Buone compagne delle Clematis possono essere le Passiflora, le Campsis e le Lonicera. Ma cosa c’è di più bello di un vaso con una Clematis e di una rosa rampicante che amoreggiano in giardino? E in vivaio quali altre piante attirano l’attenzione dei clienti come una spalliera fiorita di Clematis a giugno e settembre?

Nel panorama ricco e vario di specie presenti sul mercato la tradizione degli ibridi inglesi fa di certo da padrona. Da quando Hugh Morgan nel 1569 proponeva alla regina Elisabetta I i primi ibridi di Clematis viticella. Non si deve però dimenticare anche il grande contributo dato dai giapponesi e dagli innumerevoli appassionati selezionatori che da moltissime specie (C. montana, C. macropetala C. davidiana etc) hanno generato ibridi n grande quantità. La caratteristica del profumo è stata pian piano persa nelle selezioni per tornare ad essere ricercata lavorando su Ibridi delle C. florida e patens. Sempre gli inglesi hanno una grande passione per le Clematis tanto da aver premiato numerose volte queste piante al Chelsea Flower Show. Negli ultimi anni sono state presentate la Clematis Taiga così come la Clematis Kokonoe fino ad arrivare alla Clematis Amber che ha vinto il premio “Chelsea Plant of the Year 2016”. Molti premi anche in Olanda con la Clematis Little Lemons che ha vinto la medaglia d’oro al Plantarium 2019.

La coltivazione in vivaio delle Clematis inizia sempre da un alveolare con una talea radicata alla fine dell’inverno quando la pianta è ancora dormiente. Il trapianto non deve avvenire in contenitori troppo grandi perché altrimenti si rischia di “bloccare” la pianta per un lungo periodo finché le radici non hanno riempito il vaso. Il terriccio delle Clematis deve essere organico e sempre umido. Durante l’invasatura si deve sempre interrare bene l’alveolo in modo che sia ben in profondità. Se possibile inserire da subito il tutore in modo da evitare di toccare le piante durante la fase di crescita. I giovani tralci sono molto teneri e possono essere facilmente posizionati sul tutore.

È stato osservato che si ha un migliore risultato di coltivazione se si riesce a portare le Clematis fuori dal periodo di riposo gradualmente. Per questo motivo si suggerisce di coltivare le giovani piante di Clematis in una serra fredda o in un tunnel ombreggiato in modo da controllare al meglio le condizioni climatiche. Temperature alte all’inizio della coltivazione possono compromettere di molto i risultati della coltura. Una volta trapiantato disporre i vasi in un ambiente dove la temperatura media passi dai 7°C ai 20°C in tre, quattro settimane. Si possono seguire le temperature naturali ma si deve fare attenzione alle gelate tardive. Per facilitare il risveglio si possono ricoprire le piante con TNT nei primi giorni dopo il trapianto. Se il substrato è ben umido al momento del trapianto non è necessario irrigare.

Nel periodo vegetativo si deve mantenere il livello di azoto alto. Si preferisce concimare il terreno con concimi miscelati nel terriccio anziché fare affidamento a concimazioni con fertrrigazione. Infatti non si deve eccedere con l’acqua nelle fasi iniziali. Nella fase di mantenimento sarà sufficiente una concimazione con un concime bilanciato.

Molti coltivatori preferiscono fertilizzare durante la coltivazione usando fertilizzanti idrosolubili in basse dosi. Per evitare pericolosi accumoli di salinità si consiglia di lasciare tenere sempre la salinità monitorata. Se il terriccio è ben concimato in fase di trapianto gli interventi di concimazione di copertura sono necessari solo pochi interventi.

Il terreno dovrebbe essere lasciato asciugare tra le irrigazioni, ma non al punto che le piante appassiscano. Quando è necessaria l’irrigazione, annaffiare abbondantemente. Le malattie fogliari possono essere ridotte mediante annaffiatura nelle prime ore del giorno, il che consente di asciugare abbondantemente le foglie prima della notte. L’irrigazione diffusa, se le piante hanno un buon ombreggio, sono da preferire alle irrigazioni a goccia perché aiutano lo sviluppo omogeneo della pianta.

La maggior parte delle Clematis si vendono fiorite in primavera ma molte varietà sono rifiorenti e quindi le si possono vendere anche nel periodo autunnale. Per questo motivo è bene scegliere il tutore adeguato. Se non siamo sicuri di vendere tutta la produzione in primavera è meglio usare dei tutori più alti che possano ospitare le piante per diverso tempo in modo da evitare di rinvasare le piante o di dover cambiare il tutore. Se si usano spalliere o forme è bene lavorare le piante quando sono in vegetazione. Infatti quando i rami lignificano sono difficili da gestire e facili alla rottura.

Per favorire la ramificazione laterale delle piante è consigliato cimare l’apice vegetativo quando si raggiungono i tre nodi fogliari. Una sola cimatura è necessaria. Se non appaiono cacciate laterali nei 10 giorni dopo la cimatura controllare la salinità. È possibile che la pianta sia bloccata per eccesso di sali nel vaso. Per rimediare irrigare abbondantemente e lasciare asciugare. Se necessario rinnovare la cimatura dopo qualche giorno.

La sensibilità della vegetazione delle Clematis ai prodotti chimici è elevata. Si deve fare molta attenzione a casi di fitotossicità sia da accumolo di sali nel terreno che alle ustioni fogliari dovute a trattamenti. Generalmente i nuovi ibridi a fiore semplice sono resistenti alle malattie, spesso accade che le varietà con i fiori grandi e doppi siano più sensibili agli attacchi fungini. In generale si deve considerare di avere degli ambienti ben arieggiati, anche attraverso ventilazione forzata. Una volta affrancata la pianta è possibile trasferire le piante in esterno, soprattutto le varietà a fiore semplice o di tipo a campana. In vivaio si deve fare attenzione di tenere il piede della pianta in ombra, la vegetazione può stare anche al sole ma è importante proteggere le radici.

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