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Ortensia, Hydrangea: guida completa alle specie e alla coltivazione

Dalla pianta della nonna alla pianta del futuro

Le ortensia o Hydrangea, hanno qualcosa di profondamente familiare e allo stesso tempo sorprendente. Appaiono nei giardini di campagna come nei terrazzi cittadini, nei vasi eleganti e nelle aiuole più spontanee, le troviamo in vendita nei supermercati così come ad Orticolario o a Orticola, ogni volta riescono a catturare lo sguardo con quella loro fioritura generosa, quasi teatrale. Il genere Hydrangea racchiude un mondo vasto, fatto di specie diverse tra loro per forma, portamento e comportamento, ma unite da una straordinaria capacità di adattarsi e di emozionare.

Dall’America alla Cina al Giappone fino a casa tua

La storia delle ortensie affonda le radici in Asia orientale, in particolare tra Giappone, Cina e Corea, dove queste piante sono state coltivate e selezionate per secoli. In Giappone, l’ortensia è legata a simbolismi profondi e a tradizioni culturali antiche, mentre in Cina veniva apprezzata soprattutto per il suo valore ornamentale. L’arrivo in Europa risale al XVIII secolo, grazie ai botanici e agli esploratori che ne rimasero affascinati durante le spedizioni. Da quel momento, le ortensie iniziarono un percorso di diffusione rapidissimo, trovando nel clima europeo – e in particolare in quello italiano, soprattutto al Nord – condizioni ideali per esprimersi al meglio. In Italia sono diventate quasi un’icona dei giardini lacustri e delle ville storiche, ma negli ultimi decenni hanno conquistato anche un pubblico più moderno, grazie al lavoro di ibridazione e selezione varietale.

Genere e specie

Dalle prime Hydrangea arborescens americane introdotte in Inghilterra da Peter Collinson alle varietà moderne di Hydrangea macrophylla you & me Miss Saori, una delle mie varietà preferiste, sono stati fatti passi da gigante e si è lavorato tanto in selezione e ricerca. Oggi il mercato offre una gamma amplissima di ortensie, ma alcune specie dominano per diffusione e importanza. Hydrangea macrophylla è probabilmente la più riconoscibile, con le sue infiorescenze tardo estive e autunnali piatte o sferiche e la famosa capacità di cambiare colore in funzione del pH del terreno. Accanto a lei troviamo Hydrangea paniculata, più rustica e versatile, capace di regalare fioriture spettacolari in estate anche in pieno sole e con portamenti che vanno dal cespuglio all’alberello. Infine Hydrangea arborescens, apprezzata per la sua resistenza e per le grandi sfere bianche o crema che illuminano il giardino anche nelle situazioni più difficili.

Varietà

Un mondo enorme da scoprire

Il lavoro di miglioramento genetico ha portato alla selezione di varietà sempre più performanti, compatte, rifiorenti o con caratteristiche cromatiche innovative. In questo contesto, il contributo di Plantipp è particolarmente interessante, con una serie di cultivar pensate per il mercato contemporaneo. Nelle Hydrangea macrophylla troviamo varietà compatte e adatte anche alla coltivazione in vaso, con fioriture abbondanti e colori stabili.
Tra le Hydrangea paniculata, le selezioni puntano su fioriture prolungate e cambi di colore stagionali molto marcati, dal bianco al rosa fino a tonalità più intense. Le Hydrangea arborescens proposte si distinguono invece per la robustezza e per infiorescenze sempre più grandi e strutturate, capaci di mantenere la forma anche dopo piogge intense.

Le specie principali

macrophylla

Classica

La pianta più conosciuta, credo che in tutte le case di Italia prima o poi sia entrata una ortensia macrophylla. Bianca, rosa o blu, a fiore grande o a fiore strano. Le mie preferite sono quella della linea YOU&ME, come la Forever che vedi in foto qui sotto.

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Paniculata

Resistenti al sole

Tra le piante più decorative e resistenti che si possano avere in giardino sono molto apprezzate per la resistenza al sole e al freddo. Pupi scegliere il colore del fiore o la dimensione della pianta a seconda che tu le voglia coltivare in giardino o in vaso.

arborescens

Eleganza

Tra le piante da giardino o da parco più belle e colorate, le nuove varietà hanno un intensità di colore incredibile. Molto belle le foglie leggere e le infiorescenze fitte e cangianti. Anche quando sono senza fiori queste piante hanno una eleganza d’altri tempi.

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guida alla coltivazione

Dove si tiene la pianta di ortensia?

Coltivare ortensie non è complicato, ma richiede una certa sensibilità. Sono piante che amano la luce diffusa e temono il sole diretto nelle ore più calde, soprattutto le macrophylla. Il terreno deve essere fresco, ben drenato e ricco di sostanza organica. Una delle chiavi del successo è la posizione: trovare il giusto equilibrio tra luce e ombra significa ottenere piante sane e fioriture abbondanti. Anche la potatura va gestita con attenzione, perché varia molto da specie a specie: intervenire nel momento sbagliato può compromettere la fioritura dell’anno successivo.

Quante volte va annaffiata l’ortensia?

Quando si parla di concimazione e irrigazione, le ortensie non perdonano gli errori grossolani. Sono piante che amano un terreno costantemente umido, ma mai zuppo. L’acqua deve essere regolare, soprattutto nei mesi estivi, evitando stress idrici che si traducono subito in foglie afflosciate e fioriture compromesse. La qualità dell’acqua conta: dove possibile, è meglio utilizzare acqua piovana o comunque poco calcarea, soprattutto per le varietà sensibili al pH. La concimazione deve essere equilibrata, con prodotti specifici per acidofile nelle macrophylla, capaci di sostenere sia la crescita vegetativa sia la fioritura senza eccessi di azoto che porterebbero a tanto verde e pochi fiori. Un buon apporto di sostanza organica, magari sotto forma di compost maturo o ammendanti naturali, completa il quadro e aiuta a mantenere il terreno vivo e strutturato.

Cosa fare con l’ortensia in inverno?

Le ortensie in inverno essendo degli arbusti da fiore non sempreverdi vanno a riposo. Se è in vaso togli il sottovaso e lasciala fuori al freddo e al gelo.
Se la tua ortensia è piantata in giardino goditi il naturale evolvere dell’inverno e guarda come sono belli i resti delle infiorescenze con il gelo.

A fine inverno, febbraio-marzo, prima del risveglio vegetativo e dopo il rischio gelate puoi procedere con la potatura. È fondamentale non accorciare troppo i rami, ma limitarsi a eliminare fiori secchi, rami vecchi, deboli o danneggiati alla base. La fioritura avviene sui rami di un anno, quindi vanno conservati i fusti vigorosi. Puoi scegliere di tagliare a 2/3 internodi i rami in modo che la pianta si riempia bene di fiori e che i rami siano sufficientemente resistenti per portarne il peso. Dai un occhio a questo link con l’ottimo articolo di Gaetano Zoccali.

L'ortensia è una pianta da interno o da esterno?

La risposta giusta è: dipende!

Le ortensie, in fondo, sono un perfetto equilibrio tra tecnica e poesia. Se le capisci, ti ripagano con una generosità che poche altre piante sanno offrire. E ogni anno, quando iniziano a fiorire, ti ricordano perché continuano a essere tra le protagoniste assolute del giardino. Quindi quando ti regalano una ortensia come prima cosa goditela fiorita, tienila in vaso vicino a te. Guardala bene, capisci se è una macrophylla o una paniculata. Una volta capito di che specie si tratta decidi come procedere: Se è una macrophylla colorata di blu e vivi in città io ti consiglio di tenerla in vaso, vicino a te in modo che tu ti possa ricordare di bagnarla spesso, spessissimo soprattutto d’estate. Non metterla al sole e se i fiori da blu diventano rosellino allora devi aggiungere dei chelati che abbassino il ph. Se vuoi piantarla in giardino posizionala in una zona protetta dal sole troppo forte e assicurati che sia sempre ben irrigata.
Se invece capisci che è una paniculata allora ti consiglio di metterla in giardini, anche al sole, ricordati di concimarla così che faccia tanti fiori. Il taglio non è un problema, se la vuoi bassa tagliala bassa, se la vuoi alta non tagliarla! La dimensione dei fiori e la loro colorazione dipende solo da un aspetto: la concimazione!

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