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Dalla genetica al giardino: storia, varietà e tecnica colturale di Phenomenal e Sensational!

Sulla rivista Habitat (clicca qui per vedere il numero) è uscito un mio articolo sulle varietà di lavanda perenni, chiamate anche “Lavandino”,in particolare il confronto tra lavanda Phenomenal e Sensational, con note di coltivazione in vaso e in piena terra alla ricerca della lavanda resistente al freddo.

La lavanda che non conosci ancora

La Provenza non esiste (o non più come la immaginiamo)

Quando pensiamo alla lavanda immaginiamo quasi sempre i campi provenzali, il profumo dell’estate, i fiori viola che si muovono nel vento. Ma la pianta che oggi domina i vivai, i giardini progettati e le coltivazioni industriali di olio essenziale non è la classica Lavandula angustifolia che cresce spontanea sulle Alpi. È qualcosa di diverso, nato da un incrocio intelligente: Lavandula × intermedia, il cosiddetto “lavandino”.

Cos’è davvero il “lavandino”

Lavandula × intermedia è un ibrido interspecie tra L. angustifolia — la lavanda vera, profumata e compatta — e L. latifolia, comunemente nota come lavanda aspic, delle quote montane più elevate, più rustica ma meno aromatica. Dall’incrocio tra queste due specie nascono individui triploidi, cioè con un corredo cromosomico incompleto che li rende sterili: non producono semi vitali e si propagano esclusivamente per talea.

Questa sterilità, che a prima vista potrebbe sembrare un limite, è in realtà uno dei punti di forza agronomici più rilevanti: la pianta non disperde energie nella produzione di semi, ma le concentra tutta sulla produzione di olio essenziale e sullo sviluppo delle infiorescenze. È esattamente quello che cercano i coltivatori per la filiera estrattiva, i profumieri, e anche chi vuole semplicemente un grande cespuglio ornamentale in giardino.

Lavandula Phenomenal

La migliore

Oggi è considerata lo standard di riferimento per la categoria. La selezione ha puntato su tre obiettivi precisi: portamento compatto e stabile nel lungo periodo — caratteristica raramente garantita negli ibridi di L. intermedia, che tendono ad aprirsi con gli anni — resistenza al freddo fino a -25°C, e tolleranza all’umidità elevata, fattore critico nelle produzioni in area continentale e padana. A differenza di molte cultivar tradizionali e della stessa L. angustifolia, Phenomenal non tende a perdere la forma compatta nel tempo, il che la rende particolarmente interessante sia per il paesaggismo che per le coltivazioni meccanizzate.

 

Lavandula Sensational!

La novità

Questa varietà rappresenta l’evoluzione successiva: fioritura più abbondante, steli significativamente più lunghi e un profilo aromatico molto marcato. Queste caratteristiche la rendono la scelta preferita per la produzione di fronde recise e il segmento del fiore secco, dove conta tanto la resa estetica quanto quella quantitativa. I fiori più grandi e la sterilità accentuata si traducono in una produzione di biomassa fiorita superiore rispetto alla media degli ibridi.

Come si coltivano: le cose che fanno davvero la differenza

Cura e coltivazione

La coltivazione di L. intermedia non è difficile, ma richiede di rispettare alcune priorità che la lavanda tradizionale di solito perdona con più facilità.

Il substrato è tutto. Sia in vaso che in pieno campo, il drenaggio deve essere impeccabile. In vaso si lavora con substrati a base di pomice non inferiore al 20-30%, e contenitori con fori di drenaggio generosi. I marciumi al colletto, patologia frequente in produzione intensiva, si prevengono quasi completamente con un’irrigazione a goccia impostata su cicli brevi e ben distanziati.

In pieno campo le varietà Phenomenal e Sensational! esprimono il meglio su terreni sciolti, calcarei o tendenzialmente alcalini, con pH ideale tra 6,5 e 7,5. La spaziatura consigliata è di 60-90 cm sulla fila con interfila di 120-150 cm, sufficiente a garantire arieggiamento e accessibilità meccanica. Per produzioni orientate all’estrazione di olio essenziale si può arrivare a 2.000-4.000 piante per ettaro.

La potatura annuale post-fioritura è l’intervento colturale più critico per la longevità dell’impianto. La regola è semplice ma va rispettata: si rimuove circa un terzo della vegetazione erbacea senza mai incidere il legno vecchio. Se eseguita correttamente, permette una durata produttiva dell’impianto che supera facilmente i cinque anni.

Perché sostituiscono la lavanda tradizionale

Il successo commerciale di questi ibridi non è legato solo alle prestazioni agronomiche. La capacità di adattarsi a contesti d’uso molto diversi — dall’estrazione industriale di oli essenziali al paesaggismo urbano, dalla produzione recisa alla coltivazione in vaso di grande formato — li rende una proposta versatile che risponde a mercati diversi con una sola varietà.

In un momento in cui i coltivatori cercano piante che semplifichino la gestione, riducano i rischi climatici e mantengano valore decorativo nel lungo periodo, gli ibridi di L. intermedia si posizionano come una risposta concreta. Non sono solo eredi della lavanda tradizionale: sono qualcosa di più robusto, più produttivo e più adattabile — pur conservando intatto il profumo che ci ha sempre fatto amare questa pianta.

Note legali sui PBR

Lavandula × intermedia ‘Phenomenal’ è protetta da PBR europeo n. EU 40231 (nome di registrazione ‘Niko’).

Lavandula × intermedia ‘Sensational!’ è protetta da PBR europeo n. EU 69549 (nome di registrazione ‘Tesseract’).

La produzione e la vendita delle piante sono soggette a licenza da parte di Plantipp. Per informazioni sulle condizioni di licenza in Italia scrivimi qui sotto.

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